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Via dei Trionfi

Via dei Trionfi

Il 28 ottobre 1933 viene inaugurata “Via dei Trionfi” che dal Colosseo raggiungeva in linea retta Piazzale di Porta Capena, la porta delle mura Serviane da dove iniziava la via Appia, alla fine del Circo Massimo. La via esisteva già ed era via di San Gregorio, ma nell’idea del regime fascista, la “nuova” via doveva essere il punto di congiunzione e di raccordo con Via del Mare e Via dell’Impero (inaugurate esattamente un anno prima). 

L’aspetto rurale di Via di San Gregorio prima della trasformazione: un sentiero delimitato dai muri degli orti, lontano dalla monumentalità attuale.

La vecchia Via di San Gregorio

L’allargamento della vecchia via di San Gregorio era già in progetto da tempo, ma l’apertura di Via dell’Impero ne aveva evidenziato il sottodimensionamento rispetto al traffico automobilistico che ora doveva ricevere e fu scavata per portarla al livello dell’arco di Costantino. Via di San Gregorio era in pratica una strada di campagna costeggiata appena qualche decennio prima da due muri perimetrali che la dividevano da orti, poi sostituiti da olmi per le passeggiate tra le rovine che si intravedevano lungo il colle Palatino e il Celio, compreso l’acquedotto di Domiziano e l’area dove sorgeva il Settizzonio di Settimio Severo.

Vita quotidiana prima del piccone: romani a passeggio in un contesto quasi campestre tra il Palatino e il Celio.

Le stratificazioni secondo Rodolfo Lanciani

Rodolfo Lanciani, quando la via di S. Gregorio era più alta di circa due metri rispetto al 1933, scriveva: “Secondo le scoperte fatte dal Cav. Narducci quando costruiva il collettore del Colosseo attraverso l’Orto Botanico e lungo la via di S. Gregorio, il piano della città dei tempi neroniani si troverebbe a 11 metri sotto la soglia dell’arco di Costantino … questa parte della città antica, distrutta dall’incendio neroniano, non fu ricostruita al medesimo livello umido, profondo, soggetto alle inondazioni del Tevere, ma che i ruderi dell’incendio furono spianati sul posto, sollevandosi così ad un tratto il piano del quartiere di circa sei metri. Abbiamo dunque sotto i nostri piedi tre Rome: la medievale sita press’a poco al piano dell’arco di Costantino, la neroniana profonda 12 metri e la repubblicana profonda 18” (rivista Capitolium – 1933).

28 ottobre 1933: l’inaugurazione ufficiale della “Via dei Trionfi”, l’asse monumentale voluto per collegare il Colosseo al Circo Massimo. (Foto: Istituto Luce)
La strada ultimata: un ampio rettilineo progettato per esaltare i monumenti della romanità e ospitare le parate.

Via “Trionfale”

Prima di chiamarsi via di S. Gregorio non si conosce il nome esatto di questo tratto di strada, ma alcuni topografi moderni riportavano negli anni ‘30 che essa veniva chiamata spesso “Trionfale”, pur senza citare fonti autorevoli. E’ però probabile che essendo fin dai tempi antichi attribuito il nome di “Trionfale” alla via che va dai Prati di Castello (attuale quartiere Prati) fino a Monte Mario per poi congiungersi con la via Cassia-Clodia, a questa strada tra il Palatino e il Celio venisse attribuito questo nome, non in via ufficiale, ma come aggettivo perché vi passavano i trionfatori.

Maggio 1938: la strada trasformata in un’imponente scenografia propagandistica per l’incontro tra Mussolini e Hitler.

Visita dell’Imperatore Carlo V nel 1536

La strada di S. Gregorio venne a prendere all’incirca l’aspetto e l’andamento che conservò fino all’Ottocento, nell’anno 1536, in occasione dell’ingresso trionfale a Roma dell’Imperatore Carlo V. Il Papa Paolo III, volle ricevere l’imperatore con gli onori che spettavano a lui, al Papa stesso e alla città di Roma e nominò, oltre quelli già in carica, altri due maestri di strade per provvedere ai lavori necessari. L’imperatore partiva dalla chiesa di San Sebastiano sulla via Appia, per recarsi al Campidoglio, e si dovette preparargli una comoda e decorosa via. Giunto al luogo dell’attuale Piazza di Porta Capena, il corteo avrebbe potuto più brevemente e agevolmente raggiungere la meta attraverso la via divenuta poi via dei Cerchi. ma si preferì fargli allungare il cammino per San Gregorio: “Et si se fosse sequitato dritto per Cerchi a piazza Montanara, volendo che Sua Maestà vedesse la meraviglia della antiquitate, non le avrebbe viste”. 

Il solenne ingresso dell'Imperatore Carlo V a Roma nel 1536, lungo la Via Trionfale appositamente aperta da Papa Paolo III.
Il precedente storico: l’ingresso trionfale di Carlo V a Roma nel 1536. Per accogliere l’imperatore, Papa Paolo III fece sventrare il tessuto medievale tra il Colosseo e l’Arco di Tito, creando il primo asse monumentale moderno proprio dove, quattro secoli dopo, sorgerà la Via dei Trionfi. Immagine tratta dal video: IL CORTEO DI CARLO V – Parco archeologico del Colosseo

Primi anni ’10

Via di S. Gregorio aveva già subito una notevole trasformazione tra il 1910 e il 1912 quando fu creata la cosiddetta Passeggiata Archeologica demolendo i vecchissimi muri di cinta laterali, espropriate le vigne, abbattute le case sul piazzale della Moletta a Porta Capena e alzato il muro di sostegno del parco dell’Antiquarium voluto da Guido Baccelli e Rodolfo Lanciani. Negli anni ‘20 fu creata alla destra dell’arco di Costantino una via di raccordo col piazzale superiore del Colosseo in modo da deviare il traffico dall’Anfiteatro e da facilitare le comunicazioni con la parte alta del Celio e col quartiere lateranense.

Il tridente della modernità: lo schema delle tre grandi arterie (Impero, Mare e Trionfi) che avrebbero dovuto ridefinire il volto della Capitale.

Dall’inaugurazione ad oggi

La via dei Trionfi degli anni ‘30 invece, raggiunto l’arco di Costantino provenendo dal Circo Massimo, si divideva in due rami intorno al Colosseo che si riunivano al di là di esso: “Ma intendiamoci bene, esse non sono due passeggiate archeologiche, costruite per uso degli studiosi di antichità: sono due vie moderne, pulsanti di vita”. Via di San Gregorio in quegli anni era chiamata la via che corre sopra, (oggi è diventata “Viale di Parco del Celio”) che a sua volta sostituiva “Via Clivio di Scauro” (Rivista Capitolium).

Via dei Trionfi venne inaugurata dal Re Vittorio Emanuele III che passò in rassegna gli schieramenti dei 20.000 decorati al valore militare. Oggi è tornata ad essere “Via di San Gregorio”.

2 giugno 1951: la neonata Repubblica Italiana riprende lo spazio monumentale. Il Presidente Einaudi passa in rassegna le truppe. (Foto: Istituto Luce)
2 giugno 2000: il Presidente Ciampi nella sfilata militare su Via di San Gregorio, consolidando il valore simbolico della via per la Repubblica.
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