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SS 25 del Moncenisio: storia dell’antica strada di confine in Val di Susa

Veduta panoramica del Lago del Moncenisio con la Chiesa a Piramide e le vette del Gruppo d'Ambin.

La Strada Statale 25 del Moncenisio (SS 25) rappresenta l’arteria che collega Torino al Confine di Stato presso il Colle del Moncenisio, attraversando la Val di Susa. Il Colle, situato a 2083 metri sul livello del mare, è un valico alpino di fondamentale importanza storica che orograficamente separa le Alpi Cozie dalle Alpi Graie.

In foto: Il paesaggio del Moncenisio oggi: la Chiesa a Piramide svetta dove un tempo sorgeva l’antico ospizio, ora sommerso dalle acque del lago. Foto Wikiloc

Oggi, l’altipiano e il valico si trovano interamente in territorio francese, sebbene un tempo appartenessero alla Casa Savoia, prima dell’annessione alla Francia nel 1860, e successivamente contesi da entità come l’Abbazia di Novalesa, le diocesi di Torino e Susa, e il villaggio di Ferrera Cenisio, tutti interessati al controllo dei pascoli e del transito. Il nome stesso del Moncenisio sembrerebbe derivare da Monte delle ceneri, un’etimologia supportata dalla tradizione che vuole che tracce di ceneri siano state ritrovate durante i lavori di costruzione della strada.

Il Medioevo e la Via Francigena: la Strada Reale

L’importanza del Colle si consolidò nel Medioevo, quando divenne uno dei valichi alpini più battuti per chi viaggiava dall’Europa del Nord verso l’Italia, configurandosi come uno snodo cruciale del fascio di itinerari noto come Via Francigena. Già nel XII secolo, la strada che conduceva al Moncenisio era considerata, nell’area prealpina, la “vera strada di Francia”. Il potere della Casa Savoia, che controllò i territori a cavallo del passo per oltre otto secoli, si fondò in larga misura sul controllo di questo percorso e sulla facoltà di concedere il transito a eserciti e mercanti.

Gustave Doré - The Ascent of the Matterhorn Crossing Mont Cenis
La drammatica bellezza del valico interpretata da Gustave Doré: un tempo il Moncenisio era una sfida epica contro la neve e i pendii scoscesi.

L’ospitalità in alta quota fu garantita sin dal IX secolo, quando l’imperatore Ludovico il Pio fondò l’Ospizio del Moncenisio. Tuttavia, il percorso antico, conosciuto come Strada Reale o Via di Francia, era inizialmente una mulattiera non carrozzabile, ripida e rischiosa. A causa delle difficoltà, soprattutto in presenza di bufere o neve, si sviluppò la figura specializzata dei Marrons (portatori e guide alpine), che per un compenso guidavano i viaggiatori, trasportando merci sui muli o persone su rudimentali portantine (cadrega) o sedie con pattini (ramasse). La mulattiera attraversava i centri di Novalesa e Ferrera Cenisio, che basavano la loro economia sul trasporto e l’accoglienza, tanto che a Novalesa era obbligatorio smontare le carrozze prima di affrontare le mulattiere più temute come le “Scale”.

Nel XVIII secolo, l’amministrazione sabauda avviò importanti lavori di miglioramento. A metà del Settecento, in seguito a gravi alluvioni, si decise di ricostruire la Strada Reale, un progetto curato da figure come l’intendente Antonio Bongino e il misuratore Pietro Antonio Benedetto. Questi lavori, realizzati intorno al 1752, inclusero la costruzione di ponti in pietra (come quello dell’Esclosa, tuttora esistente) e la modifica delle pendenze sulle Scale. Un’opera particolarmente degna di nota fu la strada coperta (una galleria) realizzata tra il 1775 e il 1779 all’altezza del Ponte Secco, pensata come protezione dalle valanghe, un’opera precorritrice nel suo genere.

L’Era napoleonica e la nascita della SS 25

La vera rivoluzione nella viabilità avvenne all’inizio del XIX secolo, quando Napoleone Bonaparte, dopo aver constatato la non carrozzabilità della Strada Reale nel 1797, ne impose la modernizzazione. Tra il 1803 e il 1810, sotto la direzione degli ingegneri Derrien e Ducasse, fu costruita una nuova e ampia strada di collegamento internazionale tra Susa e San Giovanni di Moriana, pensata per facilitare il rapido spostamento degli eserciti.

SS 25 del Moncenisio - Le antiche porte dell'Ospizio
SS 25 del Moncenisio – Le antiche porte dell’Ospizio, testimonianze di pietra: le antiche porte dell’Ospizio, punto di ristoro e sicurezza per generazioni di viandanti e pellegrini.

La scelta del nuovo tracciato fu radicale: per garantire pendenze più contenute e maggiore larghezza, si scelse di percorrere a mezza costa la montagna che sovrasta Venaus e Giaglione, abbandonando il tracciato storico della Val Cenischia. Questo taglio fuori dai traffici commerciali condannò Novalesa e Ferrera al declino economico, pur contribuendo a cristallizzare il loro aspetto di borghi alpini antichi. L’odierna Strada Statale 25 del Moncenisio costituisce proprio la parte terminale di questa carrozzabile napoleonica.

Un elemento caratteristico del percorso moderno è la presenza delle Case Cantoniere o Regie Case di Ricovero. Lungo la nuova strada furono costruiti ben 25 rifugi per il ricovero dei viaggiatori in caso di maltempo. La SS 25 ne conserva oltre trenta, spesso identificabili con un numero romano scolpito nella pietra. Inoltre, sul lato italiano della Gran Scala, i tipici guard-rail antichi, con parapetti in legno sorretti da colonne quadre intonacate, erano essenziali per segnalare la sede stradale durante le abbondanti nevicate.

Papa Pio VI attraversa il Moncenisio il 30 aprile 1799 condotto a Parigi dalle truppe francesi di Napoleone che lo avevano arrestato il 20 febbraio
Papa Pio VI attraversa il Moncenisio il 30 aprile 1799

L’importanza della nuova strada fu tale che fu usata per il transito di personaggi storici, incluso Papa Pio VII, prigioniero di Napoleone, che nel 1812 ricevette l’estrema unzione (per le difficili condizioni di salute del Papa indebolito dal viaggio) presso l’Ospizio del Moncenisio prima che questo venisse ricostruito dall’Imperatore.

Successivamente, la strada servì come sede per la Ferrovia Fell (in esercizio per soli tre anni 1868-1871), un sistema ferroviario a cremagliera che valicava il Colle a quasi 2000 metri. La ferrovia fu smantellata nel 1871 con l’apertura del Traforo ferroviario del Fréjus. Ancora oggi, lungo la salita da Susa, si possono osservare numerosi manufatti residui (gallerie, ponti, muretti) di quella linea.

La strada come terra di confine e il Trattato di Parigi

L’importanza strategica del Moncenisio crebbe esponenzialmente con la cessione della Savoia alla Francia nel 1860, che stabilì il confine di Stato sul valico. Questa divisione interruppe consuetudini secolari, trasformando commercianti in contrabbandieri e lavoratori stagionali in emigranti.

II Guerra di Indipendenza italiana - Soldati francesi sulla strada del Moncenisio - 29 April 1859 - www.meisterdrucke.uk
29 Aprile 1859: le truppe francesi scendono dal Moncenisio per unirsi all’esercito sardo, trasformando la strada in un’arteria vitale per il Risorgimento. www.meisterdrucke.uk

La nuova frontiera generò dispute complesse, note come “diritto di proprietà dell’erba” (droits de proprieté de l’herbe), dove i pascoli in territorio italiano venivano rivendicati come proprietà savoiarda (francese), creando contenziosi che durarono decenni. Un esempio singolare di tensione diplomatica riguardò il sale: l’Italia concesse una deroga permettendo al bestiame savoiardo di consumare sale francese in territorio italiano, sebbene si sospetti che tale spiraglio abbia favorito il contrabbando di sale esente da imposte destinato a consumi umani.

Per difendere l’accesso alla Val di Susa, il Regio Esercito italiano creò tra il 1874 e il 1880 la Piazza militare del Moncenisio, con imponenti fortificazioni in pietra come Forte Roncia, Forte Varisello e la Batteria Pattacroce. La Francia rispose costruendo il Fort de la Turra. L’area fu militarizzata e coinvolta nella Battaglia delle Alpi Occidentali nel 1940.

Truppe italiane al confine Italia-Francia 1945 sul Moncenisio
1945: truppe italiane al confine del Moncenisio. La fine del conflitto porterà a nuovi assetti territoriali e allo spostamento della linea di frontiera.

L’assetto definitivo fu stabilito dal Trattato di Parigi del 1947, firmato dopo la Seconda Guerra Mondiale. A seguito delle rettifiche di confine, l’Italia fu costretta a cedere alla Francia l’altopiano, il Colle del Moncenisio stesso e tutte le fortificazioni militari, in parte come riparazione dei danni di guerra. Queste modifiche ridussero drasticamente il territorio del comune italiano di Moncenisio (l’antica Ferrera Cenisio).

Un’eredità visibile di queste vicende geopolitiche è il Lago del Moncenisio, un bacino artificiale creato da una grande diga (costruita sul versante italiano, ora francese) per la produzione di energia elettrica, gestita congiuntamente da Italia (20%) e Francia (80%). La diga, completata nel 1968, sommerse l’antico Ospizio del Moncenisio.

La gara automobilistica Susa-Moncenisio

La Susa-Moncenisio (definita da Enzo Ferrari “La Regina della Montagna”) è una delle più antiche corse automobilistiche su strada in salita disputate in Italia, con la prima edizione che risale al 1902.

La competizione iniziale fu organizzata come evento conclusivo dell’Esposizione Internazionale dell’Automobile e del Ciclo di Torino. La gara si svolgeva sul lato italiano del valico, su un percorso di 22,5 km con un dislivello di 1.605 metri e una pendenza media del 12%, partendo dalle porte di Susa per arrivare al rettilineo prima dell’Ospizio, affrontando circa cinquanta tornanti.

Vittorio Marzotto su Ferrari 275 S/340 America Touring barchetta nella gara Susa-Moncenisio - 22 luglio 1951 - https://picryl.com/
Sport e velocità: Vittorio Marzotto sfreccia sulla SS 25 nella celebre gara Susa-Moncenisio del 1951. La strada diventa teatro di innovazione automobilistica. – 22 luglio 1951 – https://picryl.com/

La Susa-Moncenisio, gara automobilistica nata nel 1902

27 luglio 1902, la prima edizione di una storica gara automobilistica: la Susa-Moncenisio

La prima edizione del 1902 fu vinta da Vincenzo Lancia, al volante di una Fiat 24 HP, che completò il tragitto in 30 minuti e 10 secondi (per percorrerla in carrozza ci volevano dalle 6 alle 7 ore), raggiungendo una media, all’epoca strabiliante, di 44,3 km/h. Nelle prime edizioni la gara ottenne l’alto patronato della Principessa Letizia di Savoia Napoleone e vide la partecipazione di figure come Giovanni Agnelli e la Regina Madre Margherita di Savoia, che diede il segnale d’inizio nel 1905.

Dopo diverse interruzioni, l’ultima edizione sul percorso storico di 22,5 chilometri si tenne nel 1953, prima che le autorità francesi decretassero la fine della cronoscalata nel 1954. La corsa è stata ripristinata in seguito, dal 1986, su un percorso ridotto, concentrandosi principalmente nelle formule Velocità in salita e Slalom.

Il Moncenisio oggi: riconversione e memoria

L’attuale SS 25 termina al confine di Stato (1714 m s.l.m.) a Moncenisio. La strada è universalmente riconosciuta come un’importante opera di ingegneria. A causa dell’altitudine e del clima caratterizzato da alta piovosità media, il valico rimane chiuso stagionalmente, tipicamente da novembre a maggio e il traffico veicolare viene dirottato sul Traforo del Frejus..

Sul lago, in territorio francese, la compagnia elettrica EDF ha eretto una Piramide che ospita una cappella e un museo. Questa struttura onora i costruttori e omaggia la memoria di Napoleone I, rievocando le sue campagne egiziane.

Infine, il piccolo Comune italiano di Moncenisio, in Val Cenischia, sta attuando un progetto di rigenerazione urbana e culturale. Le ex Casermette della Guardia di Finanza, un tempo simbolo di controllo e divisione al confine, vengono trasformate in un polo culturale, con una sala polivalente e residenze temporanee per artisti, promuovendo un modello di turismo sostenibile e un nuovo dialogo tra le valli.

La strada del Moncenisio, attraverso i suoi strati di storia – dalla mulattiera medievale, al capolavoro ingegneristico napoleonico, fino all’attuale confine di Stato e idroelettrico – dimostra come un valico alpino non sia solo un passaggio geografico, ma un palcoscenico continuo di potere, commercio e mutamenti geopolitici.

Presso l’ingresso del museo del Moncenisio alla Piramide al Plain de Fontanette, territorio divenuto francese nel 1947, sono conservate le antiche pietre miliari asportate dalle loro sedi originarie in cima al Colle.

Fonti:

Atlante Storico della “Provincia di Susa” – Una strada per il Moncenisio

Nos Alpes – https://nosalpes.eu/

Laboratorio Alte Valli – https://www.laboratorioaltevalli.it/

Wikipedia – https://it.wikipedia.org/

Atlante toponomastico del Piemonte montano – https://www.atpmtoponimi.it/

Lo Scarpone – https://www.loscarpone.cai.it/

Comune di Moncenisio – https://comune.moncenisio.to.it/

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