Home > Strade

SS 17: l’autostrada dei pastori che divenne leggenda

Strada Statale n. 17 dell'Appennino Abruzzese ed Appulo-Sannitica

C’è una strada in Italia che non unisce semplicemente due città, ma due mondi: la montagna aspra dell’Abruzzo interno e la pianura dorata del Tavoliere delle Puglie. È la Strada Statale 17 “dell’Appennino Abruzzese ed Appulo-Sannitico”, un nastro d’asfalto che si srotola per oltre 300 chilometri ricalcando le orme di imperatori, pastori e soldati.

Un ponte tra i secoli: dalla Via Caecilia all’AASS

Sebbene formalmente istituita con la Legge n. 1094 del 17 maggio 1928 che sancì la nascita dell’Azienda Autonoma Statale della Strada (A.A.S.S.), la SS 17 ha radici che affondano nel terreno ben prima che l’ingegneria moderna vi posasse la prima pietra.

Nel suo tratto iniziale, da Antrodoco a L’Aquila (l’antica Amiternum), la statale è l’erede diretta della Via Caecilia. Questa via consolare, diramazione della Salaria costruita dal console Lucio Cecilio Metello (o forse Diademato), fu concepita per penetrare il cuore dei Sabini e raggiungere l’Adriatico.

Ma la SS 17 non si ferma lì: proseguendo verso sud-est, ricalca tratti della Via Claudia Nova e, soprattutto, si sovrappone quasi perfettamente al Tratturo Magno, l’immensa “autostrada d’erba” larga 111 metri che per millenni ha visto milioni di pecore migrare dall’Aquila a Foggia.

La Legge del 1928 ne cristallizzava il percorso moderno, elencando le tappe come un rosario geografico: Antrodoco, Aquila, Popoli, Sulmona, Pettorano, Castel di Sangro, Ponte Zittola, Bivio per Isernia, Vinchiaturo, Volturara Appula, Lucera, Foggia. Era la conferma burocratica di una realtà storica: questa era la direttrice vitale per il controllo del Mezzogiorno.

Altopiano delle Cinque Miglia: la Siberia del Mediterraneo

Uno dei tratti più celebri e temuti della SS 17 è l’attraversamento dell’Altopiano delle Cinque Miglia, tra Sulmona e Roccaraso. Oggi è una splendida piana circondata da montagne, ma per secoli è stato l’incubo dei viaggiatori invernali, tanto da guadagnarsi il soprannome di “Siberia del Mediterraneo”.

Altopiano delle cinque miglia della Strada Statale 17 durante una nevicata.
Altopiano delle cinque miglia della Strada Statale 17 durante una nevicata.

La trappola di ghiaccio

Qui la storia si è fatta tragedia più volte. Nel febbraio 1528, ben 300 mercenari veneziani al soldo della Lega di Cognac morirono assiderati in una sola notte mentre tentavano di attraversare l’altopiano per combattere gli imperiali.

Appena un anno dopo, nel marzo 1529, la stessa sorte toccò a 500 lanzichenecchi tedeschi del Principe d’Orange: uomini abituati al freddo del nord, ma impreparati alla furia delle bufere appenniniche che, in quel “catino” naturale, non lasciano scampo.

Si racconta che persino l’imperatore Carlo V, passando di qui, rischiò la vita in una tormenta, salvandosi a stento.

“I Cinturelli”: dove le strade si incrociano

Lungo la SS 17, nel territorio di Caporciano (AQ), sorge la chiesa di Santa Maria dei Cintorelli (o Cinturelli). Non è una chiesa qualunque, ma un “autogrill” dell’antichità. Sorgeva infatti nel punto esatto in cui il Tratturo Magno si biforcava verso il Tratturo Centurelle-Montesecco, rendendola una struttura strategica nel periodo in cui la transumanza aveva un ruolo fondamentale nell’economia del meridione d’Italia.

La chiesa di Santa Maria dei Cintorelli (o Cinturelli) edificata nella biforcazione del tratturo L'Aquila-Foggia con il tratturo Centurelle-Montesecco.
La chiesa di Santa Maria dei Cintorelli (o Cinturelli) edificata nella biforcazione del tratturo.

Il miracolo della giumenta

La leggenda narra che la chiesa fu fondata grazie a una giumenta che, di ritorno dalla Puglia lungo la via della transumanza, si inginocchiò improvvisamente e si rifiutò di proseguire. I pastori, scavando in quel punto, trovarono un’immagine sacra della Vergine.

Da allora, “I Cinturelli” divenne una sosta obbligata per i pastori transumanti che percorrevano l’attuale tracciato della statale, un luogo dove il sacro si mescolava al profano commercio della lana e degli animali.

Con il tramonto della transumanza, a fine Ottocento, la chiesa subì un rapido deterioramento. Lo stato di abbandono, già evidente nella visita di monsignor Luigi Filippi del 1877, rese necessaria l’interdizione al culto il 25 luglio 1905, provvedimento confermato definitivamente il 19 aprile 1935.

Guccini e la “Statale 17”

Non solo storia antica. La SS 17 è entrata nella cultura pop italiana grazie a Francesco Guccini. Il cantautore modenese, che prestò servizio militare a L’Aquila, le dedicò la canzone “Statale 17” (nell’album Folk beat n. 1 del 1967). Nel testo, la strada diventa simbolo di un’America di provincia, di fughe e di ritorni, descritta con un misto di malinconia e realismo: “Lungo la statale 17 / i camionisti devon stare attenti / a non sudare troppo nei mesi caldi / e a non gelare troppo nei mesi freddi”. È un omaggio moderno alla durezza e alla bellezza di questa strada che, ancora oggi, richiede rispetto.

Una strada, tre regioni

Percorrere oggi la SS 17 significa attraversare un museo a cielo aperto. Si parte dalle gole del Velino ad Antrodoco, si toccano le glorie medievali dell’Aquila e di Sulmona (patria di Ovidio), si sale verso le nevi dell’Alto Sangro per poi scendere dolcemente verso le colline del Molise (Isernia, Bojano) e infine aprirsi nella vastità piatta e gialla del Tavoliere fino a Foggia.

È una strada che ha visto passare le legioni romane dirette a conquistare i Sanniti, i milioni di pecore della Dogana aragonese, le truppe della Seconda Guerra Mondiale (la strada tagliava la Linea Gustav) e, oggi, i turisti che cercano l’Italia più autentica.

Cippi Collegati

STRADE COLLEGATE
Via Salaria, la più antica delle vie consolari

La via Salaria è la più antica delle strade consolari e il suo nome, a differenza delle altre che prendevano…

Esplora la Strada
La via Caecilia: la “direttissima” romana per l’Adriatico

Se la Via Salaria era l’antica “via del sale” che collegava Roma all’Adriatico con un percorso tortuoso e antichissimo, la…

Esplora la Strada
ARTICOLI COLLEGATI
I guardiani della strada: viaggio nei borghi-chiave della SS 17

La Statale 17 non è un semplice nastro d’asfalto srotolato sugli Appennini; è un filo rosso che cuce insieme città…

Leggi l'articolo
MAPPA