Frammenti di quello che si ritiene essere la base del Miliarium Aureum, la colonna fatta erigere nel Foro da Augusto, nel 20 a.C.
La base superstite: un frammento di grandezza imperiale
Quello che oggi possiamo osservare nel Foro Romano, collocato su un basamento moderno in mattoni nei pressi del Tempio di Saturno, è solo un frammento della magnificenza originaria del Miliarium Aureum. Si tratta di una porzione cilindrica di marmo bianco, decorata con un motivo a palmette a rilievo, che gli archeologi identificano come la parte sommitale o forse il coronamento della base su cui poggiava il fusto vero e proprio. Questo residuo marmoreo, seppur modesto nelle dimensioni attuali, rappresenta l’unica traccia fisica rimasta del monumento voluto da Augusto nel 20 a.C. per celebrare la sua carica di Curator Viarum e riorganizzare simbolicamente lo spazio dell’Impero.

I dubbi sulla collocazione e l’aspetto originale
Nonostante la sua importanza simbolica come “centro del mondo”, l’aspetto esatto e la posizione precisa del Miliarium restano oggetto di dibattito tra gli studiosi. Le fonti antiche, come Plutarco e Tacito, lo descrivono come una colonna dorata (sub aede Saturni), ma non è chiaro se i nomi delle città e le distanze fossero incisi direttamente sul fusto di bronzo dorato o sulla base marmorea. Il frammento decorato a palmette suggerisce una cura estetica raffinata, tipica dell’età augustea, ma la sua attuale collocazione è frutto di ricomposizioni moderne.
È probabile che originariamente si trovasse più vicino ai Rostri o addirittura in simmetria con l’altro grande punto di riferimento del Foro, l’Umbilicus Urbis, con cui spesso viene confuso nelle guide turistiche meno attente.
Una confusione secolare: il “Miliario” dell’Appia
È interessante notare come, per secoli, la memoria di questo monumento sia stata sovrapposta ad altri reperti. Come evidenziato nelle incisioni del XVIII e XIX secolo (ad esempio quelle del Piranesi o del Vasi), la prima colonna miliaria della Via Appia Antica è stata spesso erroneamente etichettata come “Miliarium Aureum” o “Colonna Aurea”. Questo equivoco storico nasceva dalla difficoltà di accettare che del vero “chilometro zero” aureo non fosse rimasto quasi nulla, portando antiquari e viaggiatori del Grand Tour a proiettare l’aura mitica del monumento del Foro sull’unico miliario “Numero I” ancora perfettamente conservato e visibile ancora oggi al Campidoglio.



























