Home > Cippi

Il Ponte sul Garrafo: il segreto a due piani della Via Salaria

Il viadotto ottocentesco a più arcate sul torrente Garrafo ad Acquasanta Terme, costruito sopra l'antico ponte romano in travertino ancora visibile alla base.

Se percorri la vecchia Via Salaria nei pressi di Acquasanta Terme (AP), potresti attraversare un ponte senza accorgerti di camminare sopra un “fantasma” di duemila anni.
(Immagine www.pontenativo.it)

Il Ponte sul torrente Garrafo non è un semplice attraversamento, ma una matrioska architettonica unica nel suo genere: un elegante viadotto ottocentesco che cavalca, nascondendolo quasi del tutto, un robusto ponte romano dell’età di Augusto.

Il “nano” romano: la base nascosta

La struttura originale, oggi seminascosta dalla vegetazione e dall’opera moderna sovrastante, è un ponte romano risalente al I secolo a.C. (età augustea), coevo ai “giganti” ascolani di Solestà e Cecco. Realizzato in massicci blocchi di travertino locale, il ponte antico scavalcava il torrente Garrafo con un’unica arcata di circa 10,50 metri di luce.

Nonostante le dimensioni ridotte rispetto ai ponti urbani, era un’opera di ingegneria raffinata: le pile erano lavorate a bugnato rustico, una finitura che conferiva un senso di forza e solidità.

Originariamente largo solo 3,40 metri, fu ampliato già in epoca antica (I sec. a.C.) fino a raggiungere i 5,55 metri, per sostenere l’aumento del traffico commerciale e militare verso l’Adriatico.

Il “gigante” ottocentesco: l’ingegneria che sale

Perché costruire un ponte sopra un altro ponte? Il problema era la pendenza. La vecchia strada romana scendeva ripida verso il torrente per poi risalire, un dislivello accettabile per i carri antichi e i muli, ma scomodo per la viabilità del XIX secolo.

Intorno alla metà dell’Ottocento, l’ingegnere Gabriele Gabrielli (1809-1850) progettò una soluzione drastica ma geniale: invece di demolire il ponte romano, lo usò come “fondamenta” per un nuovo viadotto. Costruì al di sopra della struttura augustea un ponte in stile neoclassico a sette arcate (o sei, a seconda delle fonti), innalzando il piano stradale per addolcire la discesa e rendere il transito più fluido.

Una simbiosi di pietra

Oggi, il Ponte sul Garrafo è un monumento alla continuità storica. Non c’è stata distruzione, ma sovrapposizione. Il ponte romano, benché soffocato dalla vegetazione che spesso ne occulta l’arco superstite, continua a svolgere il suo lavoro millenario: sostenere il peso della modernità.

È uno dei rari casi in cui l’archeologia non va cercata sotto terra, ma sotto i nostri piedi, inglobata nelle infrastrutture che usiamo ancora oggi.

CIPPI COLLEGATI
Km 187 / Via Salaria Vecchia

In questo tratto della Via Salaria, ora rinominato Strada Provinciale 119, c’è ancora il cippo del 187° km della vecchia…

Vedi dettaglio cippo
Ponte d’Arli o Ponte Vecchio

Tra le gole del fiume Tronto e i tornanti della storica Via Salaria si trova il Ponte d’Arli, noto anche…

Vedi dettaglio cippo
Ponte romano di Porta Solestà

Se Ascoli Piceno è la città del travertino, il Ponte Romano di Solestà è il suo monumento più ingannevole e…

Vedi dettaglio cippo
Ponte di Cecco: il capolavoro romano che il diavolo (non) costruì

Sospeso a 25 metri sopra il torrente Castellano, il Ponte di Cecco ad Ascoli Piceno è un monumento che sfida…

Vedi dettaglio cippo
CASE CANTONIERE
Casa Cantoniera – Paggese-Santa Maria – SS 4 – Km 184,190

Casa Cantoniera nel Comune di Paggese-Santa Maria della Provincia di Ascoli Piceno della Regione Marche. E’ situata lungo la SS…

Vedi la Casa Cantoniera
STRADE COLLEGATE
Via Salaria, la più antica delle vie consolari

La via Salaria è la più antica delle strade consolari e il suo nome, a differenza delle altre che prendevano…

Esplora la Strada
MAPPA